"IO SONO CON TE" DI GUIDO CHIESA UN FILM CONTRO LA SACRA FAMIGLIA
CONSIDERAZIONI DAL CENTRO ANTI-BLASFEMIA
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LA SACRA FAMIGLIA
La Sacra Famiglia per la religione cristiana è composta dal Signore Gesù con sua madre Maria e il suo padre terreno San Giuseppe.
Dal Nuovo Testamento e dai Padri della Chiesa risulta che i genitori di Gesù, sua madre e suo padre putativo, sono le persone
più sante dopo Gesù, vissute in questo mondo.
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IL FILM "IO SONO CON TE"
Il regista Guido Chiesa ha fatto un film recentemente, girato in Tunisia con attori e gente tunisina,
dal titolo "IO SONO CON TE", un film falso e blasfemo.
Guido Chiesa, ha dichiarato che lui non era cristiano, ma un giorno sua moglie Nicoletta, gli ha parlato di Maria
madre di Gesù, vista in modo diverso, e precisamente vista da una sua amica Maeve Corbo, proprio questa
Maria di Nazareth inventata da Maeve Corbo, ha fatto avvicinare Guido Chiesa al cattolicesimo, dice lui!
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La Maria di Nazareth nel film di Guido Chiesa è davvero il contrario di come viene descritta nel Nuovo Testamento,
non solo lei è stata cambiata ma anche Gesù e suo padre putativo Giuseppe e ci sono altri cambiamenti.
Nel film non ci sono Angeli, non c'è la presenza del divino, non c'è santità, non c'è l'annunciazione, non c'è neppure la Stella Cometa,
e nemmeno i Re Magi, non ci sono nemmeno gli umili pastori, è una storia terrena, lontana dai racconti dei Vangeli dell'infanzia.
Il film racconta la vita di Gesù dalla nascita fino a dodici anni.
Nel film Gesù non è divino, è un bambino normale, i sui insegnamenti li apprende da sua madre,
Guido Chiesa afferma: " Gesù è stato quello che è stato perché ha avuto la madre che ha avuto",
quindi Maria di Nazareth è stata la fondatrice del cristianesimo, secondo Guido Chiesa.
Maria di Nazareth nel film di Guido Chiesa, si ribelle alle regole della religione ebraica;
partorisce da sola, allatta il bambino senza aspettare il periodo di purificazione, e poi non fa circoncidere
Gesù, per non procurargli inutile sofferenza. Cresce il bambino senza regole punitive, coprendolo di sorrisi e coccole.
Giuseppe padre putativo di Gesù, è un vedovo con due figli, non è capace di fare il padre e il padrone di casa, vive insieme al fratello Mardocheo
il quale comanda con regole e disciplina.
Gesù non viene circonciso, e cresce attaccato a sua madre senza regole e disciplina, ma pieno di fiducia nell'amore assoluto.
Gesù con sua madre giocano, sorridono, e si coccolano. Gesù nel film è bambino normale, che ha una
madre davvero strana, una donna rivoluzionaria e ribelle alla religione e ai costumi del suo popolo.
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Questo è il Vangelo inventato da Guido Chiesa, dove spiega che se Gesù ha fondato il cristianesimo, ed è stato un grande uomo lo deve tutto a sua madre.
Ma Guido Chiesa non conosce le Sacre Scritture, la storia e la religione del popolo ebraico, quindi il suo racconto non solo è falso ma anche blasfemo.
Comunque Guido Chiesa è libero di fare tutti i film che vuole, ma non può affermare di essersi convertito al cattolicesimo facendo questo film contro la Sacra Famiglia.
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MARIA E GIUSPPE GENITORI DI GESU' ERANO EBREI OSSERVANTI
Maria è cugina e amica di Elisabetta discendente di Aronne e moglie del sacerdote ebreo Zaccaria della classe Abia,quindi entrambi discendenti da famiglie sacerdotali.
Elisabetta e Zaccaria erano molto religiosi e pii, osservavano tutti i comandamenti del Signore;Luca 1:5-6.
Elisabetta e Zaccaria ebbero un figlio in tarda età, Giovanni il Battista, che divenne il precursore del Messia,
e si può considerare l'ultimo dei profeti ebrei.
Quindi Maria madre di Gesù è parente di questi ebrei osservanti e grandi Santi, e lei stessa è molto santa e piena di grazia,
e il Signore stesso la protegge; Luca 1: 26-35. Maria è davvero devota e obbediente verso il Signore; Luca 1: 38.
Maria è la benedetta fra le donne; Luca 1: 39-45. Maria piena di grazie e virtù conosce il suo destino e la sua grandezza; Luca 1: 46-55.
Maria è stata scelta dal Signore per diventatre la madre di suo Figlio, quindi è tutta santa è piena di virtù.
Giuseppe sposo di Maria e padre terreno di Gesù, è discendente di Davide, ed è giusto, qundi osservante delle Leggi divine; Matteo 1: 18-19.
Giusepe è davvero santo e gli appaiono gli Angeli in sogno; Matteo 1: 20-23; 2: 13; 2: 19-20.
Giuseppe è stato un santo sposo ed un santo padre, Il Signore non poteva affidare il Figlio suo ad un uomo qualsiasi, e nemmeno la vergine Maria, poteva essere affidata ad un uomo qualsiasi. Quindi Giuseppe è davvero santo e perfetto sposo e padre.
Dai Vangeli e dai Padri della Chiesa risulta che Giuseppe ebbe solo una sposa Maria. Maria e Giuseppe ebbero solo un figlio Gesù.
Maria e Giuseppe erano religiosi ed osservanti e vediamo che rispettano tutti i riti religiosi; Luca 2: 39.
Maria e Giuseppe fecerò circoncidere Gesù e poi lo presentarono al tempio; Luca 2: 21-24.
Maria e Giuseppe essendo osservanti educarono Gesù nell'osservanza della legge, e Gesù obbediva; Luca 2: 51.
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GESU' E' STATO CIRCONCISO
Riguardo la circoncisione di Gesù, non esiste nemmeno con la più grande fantasia ed immaginazione, che genitori ebrei
non facevano circoncidere il figlio, la circoncisione è il segno dell'alleanza di Dio con il suo popolo, l'incirconciso era considerato impuro,
ed estraneo al popolo eletto. Per essere ebrei e frequentare la Sinagoga ed il Tempio gli uomini ebrei dovevano circoncidersi.
Un Gesù incirconciso non sarebbe ebreo, non potrebbe recarsi in Sinagoga ed al Tempio, non potrebbe essere maestro, profeta per gli ebrei,
e assolutamente non potrebbe essere il Messia Figlio di Dio.
Quindi questa invenzione di un Gesù incirconciso è davvero demenziale.
Dai Vangeli sapiamo che i genitori di Gesù erano osservanti della Legge, e si recavano ogni anno a Gerusalemme per il rito pasquale.
Maria e Giuseppe erano religiosi ed osservanti e vediamo che rispettano tutti i riti religiosi; Luca 2: 39.
Maria e Giuseppe fecerò circoncidere Gesù e poi lo presentarono al tempio; Luca 2: 21-24.
Maria e Giuseppe essendo osservanti educarono Gesù nell'osservanza della legge, e Gesù obbediva; Luca 2: 51.
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GESU' NON ABOLI' LA CIRCONCISIONE
Gesù prima della sua Missione ricevette il battesimo da suo cugino Giovanni il Battista, dove accorrevano ebrei da tutta la Palestina;
Matteo 3: 13-17. Gesù iniziò la sua missione scegliendosi come Apostoli degli ebrei, e si rivolgeva eclusivamente ad ebrei.
Gesù insegnava al suo popolo nelle Sinagoghe; Matteo 4: 23-24.
Gesù si recava al Tempio ed insegnava al suo popolo; Luca 19: 45-48.
Gesù si dedicò a convertire solo gli ebrei; Matteo 15: 24.
Gesù mandò i suoi Apostoli a convertire prima solo gli ebrei; Matteo 10: 5-6.
Solo dopo la sua morte redentrice e la sua risurrezione, Gesù inviò i suoi Apostoli in tutto il mondo; Matteo 28: 18-20.
Gesù insegnava che non era venuto ad abolire la legge, ma a completarla; Matteo 5: 17-20.
Davvero Gesù non abolisce la legge ebraica, ma la perfeziona; Matteo 15: 1-11;Matteo 23: 23-24.
Riguardo la circoncisione davvero Gesù non l'ha abolita; Giovanni 7: 21-24.
Nemmeno gli Aposoli abolirono la circoncisione, solo non la imposerò ai gentili che si convertivano, dopo un concilio;
Atti 15: 1-21. Paolo fece circoncidere il suo discepolo Timoteo, figlio di una ebrea; Atti 16: 1-3; ma non fece circoncidere il suo discepolo
Tito di origini pagana; Galati 2: 3.
Quindi mentre per gli ebrei che accettano Gesù come Figlio di Dio e Salvatore, la circoncisione non è abolita, ai gentili che si convertono al cristianesimo non viene più imposta.
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GESU' INSEGNA LA DOTTRINA DEL PADRE
Gesù è Dio incarnato; Giovanni 1: 1-18; Gesù preesisteva; Giovanni 8: 58; Gesù è il Pane disceso dal Cielo; Giovanni 6: 26-65.
Gesù sin da bambino si occupava delle cose riguardo il Padre suo; Luca 2: 49.
La dottrina di Gesù viene dal Padre suo; Giovanni 7: 14-16; 8: 25-30.
Gesù sapeva tutto; Giovanni 2: 23-25.
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AVVERTIMENTO A TUTTI COLORO CHE FALSIFICANO I VANGELI E LA SACRA BIBBIA
Falsificare i Vangeli è un gravissimo peccato, mentre i vangeli inventati da uomini atei non servono a nulla,
anzi portano all'inferno, il Vangelo, la Parola di Dio, la Sacra Bibbia sono la Via, la Verità, la Vita eterna e la Salvezza.
Il Vangelo è stato scritto sotto la guida dello Spirito Santo, è davvero infonde fede e convesione, ora alterare il Vangelo,
secondo i propri gusti è peccato, ecco come ci ha avvertiti San Paolo;
Galati: 1, 6-9
1,6Mi meraviglio di voi! Dio vi ha chiamati a ricevere la sua grazia donata a voi per mezzo di Cristo,
e voi gli voltate così presto le spalle per ascoltare un altro messaggio di salvezza! 7In realtà, un altro non c'è.
Esistono solamente alcuni che vi confondono le idee. Essi vogliono cambiare il vangelo di Cristo.
8Ma sia maledetto chiunque vi annunzia una via di salvezza diversa da quella che io vi ho annunziata:
anche se fossi io stesso o fosse un angelo venuto dal cielo. 9Sì! L'ho detto e lo ripeto:
chiunque vi annunzia una salvezza diversa da quella che avete ricevuto, sia maledetto.
Questa Apostasia era stata predetta;
2 Timoteo 4: 3-4
Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa,
gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie,
rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole.
Chi racconta falsità verrà condannato;
V.Matteo: 12, 36-37
12,36"Vi assicuro che nel giorno del giudizio tutti dovranno render conto di ogni parola inutile che hanno detto:
37perché saranno le vostre parole che vi porteranno a essere condannati o a essere riconosciuti innocenti".
Citazioni Bibbia Cei
http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM
https://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home
https://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/-io-sono-con-te-di-guido-chiesa-un-film-contro-la-sacra-famiglia
VERITA' E FALSITA' NELLE APPARIZIONI MARIANE E ARTICOLI SULLA BEATA VERGINE MARIA.
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lunedì 22 novembre 2010
IL FILM “IO SONO CON TE”:LA CHIESA CATTOLICA CONTRO LA SACRA FAMIGLIA
IL FILM “IO SONO CON TE”:LA CHIESA CATTOLICA CONTRO LA SACRA FAMIGLIA
LE SALE CATTOLICHE TRASMETTONO IL FILM BLASFEMO CONTRO LA SACRA FAMIGLIA DI GUIDO CHIESA!
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SALE DELLE COMUNITA’
Il ‘maternage’ di Guido Chiesa di Arianna Prevedello
Per come è stata tramandata la figura di Maria, anche nell’iconografia, così aurea e impeccabile, per una donna in gravidanza può risultare distante, quasi inarrivabile. Io sono con te è un film che attenua questa lontananza tra la Vergine e le gravide e racconta quanto la donna abbia in sé, nella sua capacità affettiva sempre in bilico tra la saggezza e la rottura delle convenzioni, il carisma per evocare Dio in ogni epoca storica. Per il regista Guido Chiesa, e la moglie Nicoletta Micheli che ha ideato il film e partecipato alla stesura della sceneggiatura, a destare scalpore nella vicenda di Maria e Giuseppe non è tanto il prevedibile “Non conosco uomo” (Lc 1, 34), ma più gli atteggiamenti e le decisioni che la “prescelta” compie durante la gravidanza e la primissima infanzia di Gesù. La pietra dello scandalo è nell’idea pedagogica e nella prassi educativa che Maria propone a Giuseppe e alla comunità di Nazareth di duemila anni fa. Maria compie quanto le suggerisce la sua fede anche se ciò talvolta litiga con la Legge. Attacca subito il bimbo al seno offrendogli il colostro considerato impuro; cerca di impedire la circoncisione e ogni altra violenza o punizione; vive una gestualità corporea che riscalda; insegna la misericordia contro i sacrifici; rispetta quelle che lei chiama le “regole” – i tempi e le necessità – della creatura che ha tra le braccia e induce Gesù ad indagare sempre il perché delle cose. Non ultimo lo lascia libero di scegliere e scoprire ciò che lo circonda. Il pensiero che sottende al film per cui Dio avrebbe scelto Maria non solo per ospitare Cristo nel suo grembo, ma anche per la capacità di accoglierlo prima e dopo il parto con il meglio di sé, è una robusta carezza per l’universo femminile. Malgrado il Cristianesimo sia una religione monoteista che assegna alla donna un ruolo cardine nell’opera salvifica, il film per bocca di Maria ricorda che, oggi come allora, «una donna può fare tanto, ma oltre i confini di una casa è difficile che stiano ad ascoltarla». Al contempo questa secolare marginalità della donna rivela la sua imperitura centralità: nella sua vocazione educativa continua, malgrado ogni reticenza, a porsi a fondamento e cambiamento di ogni cultura e tempo storico. La profondità di Maria, in Io sono con te, si esprime nell’utero che accoglie la “Grazia”, come il film ricorda nelle prime sequenze, quanto nell’allevare il Figlio nell’amore come lei era stata cresciuta dalla madre “senza chiedere, senza aspettare”. Per gli autori è il calice del seno materno che permetterà a Gesù di bere il Calice del sacrificio. Nel segno dell’Incarnazione, per manifestarsi nella sua grandezza, Dio ha avuto bisogno delle doti del femminile. L’amore incondizionato e l’attenzione affettuosa, la compassione e la cooperazione sono elementi, oggi non ancora acquisiti, che il “maternage” di Maria, ispirando anche Giuseppe, promuoveva già nel suo modello di famiglia e genitorialità. La debolezza di Giuseppe, così al tempo (solo allora?) era visto il lasciar spazio a Maria, è la maestosità che lo rende co-protagonista, e non statuina, della Natività. http://www.saledellacomunita.it/sale_della_comunita/news___mediacenter/00002383_Il__maternage__di_Guido_Chiesa.html Prima nazionale di “Io sono con te” alla presenza del regista Guido Chiesa all’MPX di Padova venerdì 19 novembre alle ore 21.00
La storia di Maria di Nazareth. Il nascere, il crescere, l’educare i figli, il ruolo della donna nella società, il senso della parola amore, in una prospettiva squisitamente femminile. Maria è la donna capace di seguire il proprio istinto, esaltato dalla condizione di madre, in un sano equilibrio con la razionalità. In questo, secondo gli autori, sta la sua modernità. Nel proprio percorso, Maria è sostenuta dalla presenza discreta di Giuseppe, il patriarca “che si fa da parte” o, come vuole l’etimologia del suo nome, “aggiunge”, rinunciando al primato maschile.
Il film è stato di recente presentato in concorso al Festival di Roma
Guido Chiesa, cineasta torinese, già autore di pellicole di successo quali “Il partigiano Johnny” (2000) e “Lavorare con lentezza ” (2004), durante la serata dialogherà col pubblico parlando del film e del percorso che l’ha portato a realizzare questa sua ultima opera cinematografica.
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La programmazione del film IO SONO CON TE proseguirà poi alla sala della comunità REX di Padova Sabato 20: ore 21.15
Domenica 21: ore 18.30 – 21.15
Lunedì 22: ore 21.15 http://www.saledellacomunita.it/sale_della_comunita/dalle_sale/00002386_Prima_nazionale_di_Io_sono_con_te_alla_presenza_del_regista_Guido_Chiesa_.html ——————————————————————————–
Cosa ti dice il cuore?
di Don Gabriele Pedrina
Il film di Guido Chiesa sull’infanzia di Gesù chiede al credente uno sguardo molto libero, per poter parlare alla sua anima. La stessa libertà che Maria si aspetta dal padre del Battista quando, riottoso a trasgredire una regola segnata dal sangue, gli chiede “Ma cosa ti dice il cuore?”. Il disorientamento dello spettatore affezionato al tradizionale racconto sulle vicende di Maria, Giuseppe e del piccolo Gesù, emerge non appena la sceneggiatura si infila nei silenzi del vangelo e ricostruisce vicende plausibili, ma frutto della fantasia. Oppure quando nasconde angeli e stelle e il divino resta celato negli sguardi e nei sorrisi. D’altra parte il film conserva i punti cardine della fede: il concepimento miracoloso di Maria, la sua verginità che si protrae nel matrimonio, la straordinarietà – per quanto sotto traccia – di Gesù, la rettitudine di Giuseppe. Per giunta l’opera è frutto di studi molto accurati sulle ambientazioni e il coinvolgimento di attori non professionisti, gente del posto, conferisce al film quel senso di autenticità che, va detto, il doppiaggio italiano smarrisce.Riconoscendo al film il diritto di perlustrare un territorio sconosciuto, con una metodologia diversa, questa pellicola può offrire spunti molto ricchi, soprattutto all’interno di percorsi formativi. Ne citiamo alcuni.
teologico– L’incarnazione nell’infanzia di Gesù.
Non pochi teologi e filosofi si sono interrogati su cosa sia stato per Gesù rendersi consapevole del proprio essere figlio di Dio. La coscienza della propria identità si costruisce attraverso le relazioni, fin dai primi momenti di vita. Da qui l’intuizione, che sta al centro del film: “Quale speciale rapporto c’è stato tra Maria e Gesù perché egli giungesse ad essere e a comprendersi per quello che era?”. Il tema è sviluppato – in maniera anche troppo accademica – particolarmente nel racconto della visita dei Magi, ma si distende lungo tutto il film, partendo dalla persona stessa di Maria, la donna e madre che sta di fronte a Gesù. Una giovane che parla molto poco con le parole e tanto di più con i gesti ed una interiorità che traspare nella sua femminilità.
morale – La libertà e il superamento della legge.
Maria, attraverso un agire discreto ed efficace, aggredisce vecchi schemi strutturati attorno al potere, all’arroganza, alla violenza, al disconoscimento dei piccoli e, ipocritamente, giustificati con la tradizione e le Scritture. Maria si lascia guidare da qualcosa che per lei è assolutamente naturale: l’amore e la libertà. Gesù cresce in questo clima, lo fa proprio nei suoi comportamenti di adolescente e diventa pungolo nel suo continuo interrogare Maria prima e i sacerdoti poi sui misteri della vita e gli insegnamenti della Scrittura.
sociale – La contestazione della violenza.
Approfittando del fatto che i vangeli non parlano della circoncisione di Gesù, il regista racconta che Maria chiese a Giuseppe di non circonciderlo per risparmiargli una inutile violenza. Ma questo è solo uno dei gesti con cui essa cerca di contenere il dilagare del dolore attorno a sé: dai gesti di accoglienza verso l’indemoniato Hillel, fino allo spreco di olio per addolcire al pettine dei boccoli ribelli. La sua è una lotta senza ansia e senza rabbia, concreta e fattiva, libera rispetto alle leggi del clan, umile eppure risoluta.
famigliare – Le relazioni nella famiglia.
Diversi gli aspetti presenti. La particolarità del rapporto di Maria con Giuseppe, il quale rinuncia ad esercitare relazioni di potere, come era consueto e atteso, riconoscendo la dignità della sua sposa e quel qualcosa di speciale che lo porta a fare un passo indietro e a fidarsi di lei. L’intensissima relazione tra Maria e Gesù, dove la madre straccia da subito ogni distanza allattando, contro le regole, il figlio al seno e proseguendo con una “pedagogia” così autentica e libera da permettergli di comprendere il figlio anche quando sconsideratamente sparisce a Gerusalemme. Infine le relazioni con gli altri parenti con i quali si gioca, mettendo in campo la propria disponibilità, ma non di meno la sua onestà interiore, che non la fa tacere neanche quando converrebbe. Il film “Io sono con te” nasconde uno scrigno di preziose suggestioni che un animo libero saprà opportunamente cogliere. Per questo è da incoraggiarne la visione a chi apprezza i film di qualità e la ricerca interiore che attraverso di essi si può fare. Anche gli operatori pastorali potrebbero trovarvi non una scheda teologica, ma una seria provocazione su temi di cui altri strumenti, poi, aiuteranno a completarne la comprensione. In questo tempo di Avvento le sale potrebbero accordarsi con le parrocchie per offrire questo film come opportunità di formazione in un percorso parallelo, dalle suggestioni più laiche, a quello tradizionale.
http://www.saledellacomunita.it/sale_della_comunita/news___mediacenter/00002384_Cosa_ti_dice_il_cuore.html ——————————————————————————————
AVVERTIMENTO DAL CENTRO ANTI-BLASFEMIA
I cattolici che accettano il film di Guido chiesa, sono apostati, infatti un Gesù incirconciso, non esiste e non potrebbe esistere, Gesù incirconciso non sarebbe ebreo, ma un impuro peccatore fuori dal popolo eletto, e quindi non sarbbe nemmeno profeta, e assolutamente nemmeno Messia e Figlio di Dio, e quindi nemmeno il cristianesimo potrebbe esistere, o si tratterebbe di una religione inventata! Questo film di Guido Chiesa annulla non solo la divinità di Gesù ma anche la sua storicità! Nel film di Guido Chiesa Maria la madre di Gesù è il contrario di come insegnano i Vangeli, e i dogmi mariani!
LA CHIESA CATTOLICA OGGI E’ IN ROVINA VERAMENTE
Ora la chiesa cattolica accettando il film di Guido Chiesa,
rinnega se stessa, infatti nel film di Guido Chiesa, Maria
di Nazareth è una peccatrice che disobbedisce Iddio e le sue leggi, Gesù un impuro incorconciso,
Giuseppe un uomo nullo!
Questo film distrugge il cristianesimo sia evangelico che storico!
Come possono recitare il rosario e pregare Maria, e andare
a Lourdes,i cattolici che approvano questo film?
http://antiblasfemia.altervista.org/
LE SALE CATTOLICHE TRASMETTONO IL FILM BLASFEMO CONTRO LA SACRA FAMIGLIA DI GUIDO CHIESA!
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SALE DELLE COMUNITA’
Il ‘maternage’ di Guido Chiesa di Arianna Prevedello
Per come è stata tramandata la figura di Maria, anche nell’iconografia, così aurea e impeccabile, per una donna in gravidanza può risultare distante, quasi inarrivabile. Io sono con te è un film che attenua questa lontananza tra la Vergine e le gravide e racconta quanto la donna abbia in sé, nella sua capacità affettiva sempre in bilico tra la saggezza e la rottura delle convenzioni, il carisma per evocare Dio in ogni epoca storica. Per il regista Guido Chiesa, e la moglie Nicoletta Micheli che ha ideato il film e partecipato alla stesura della sceneggiatura, a destare scalpore nella vicenda di Maria e Giuseppe non è tanto il prevedibile “Non conosco uomo” (Lc 1, 34), ma più gli atteggiamenti e le decisioni che la “prescelta” compie durante la gravidanza e la primissima infanzia di Gesù. La pietra dello scandalo è nell’idea pedagogica e nella prassi educativa che Maria propone a Giuseppe e alla comunità di Nazareth di duemila anni fa. Maria compie quanto le suggerisce la sua fede anche se ciò talvolta litiga con la Legge. Attacca subito il bimbo al seno offrendogli il colostro considerato impuro; cerca di impedire la circoncisione e ogni altra violenza o punizione; vive una gestualità corporea che riscalda; insegna la misericordia contro i sacrifici; rispetta quelle che lei chiama le “regole” – i tempi e le necessità – della creatura che ha tra le braccia e induce Gesù ad indagare sempre il perché delle cose. Non ultimo lo lascia libero di scegliere e scoprire ciò che lo circonda. Il pensiero che sottende al film per cui Dio avrebbe scelto Maria non solo per ospitare Cristo nel suo grembo, ma anche per la capacità di accoglierlo prima e dopo il parto con il meglio di sé, è una robusta carezza per l’universo femminile. Malgrado il Cristianesimo sia una religione monoteista che assegna alla donna un ruolo cardine nell’opera salvifica, il film per bocca di Maria ricorda che, oggi come allora, «una donna può fare tanto, ma oltre i confini di una casa è difficile che stiano ad ascoltarla». Al contempo questa secolare marginalità della donna rivela la sua imperitura centralità: nella sua vocazione educativa continua, malgrado ogni reticenza, a porsi a fondamento e cambiamento di ogni cultura e tempo storico. La profondità di Maria, in Io sono con te, si esprime nell’utero che accoglie la “Grazia”, come il film ricorda nelle prime sequenze, quanto nell’allevare il Figlio nell’amore come lei era stata cresciuta dalla madre “senza chiedere, senza aspettare”. Per gli autori è il calice del seno materno che permetterà a Gesù di bere il Calice del sacrificio. Nel segno dell’Incarnazione, per manifestarsi nella sua grandezza, Dio ha avuto bisogno delle doti del femminile. L’amore incondizionato e l’attenzione affettuosa, la compassione e la cooperazione sono elementi, oggi non ancora acquisiti, che il “maternage” di Maria, ispirando anche Giuseppe, promuoveva già nel suo modello di famiglia e genitorialità. La debolezza di Giuseppe, così al tempo (solo allora?) era visto il lasciar spazio a Maria, è la maestosità che lo rende co-protagonista, e non statuina, della Natività. http://www.saledellacomunita.it/sale_della_comunita/news___mediacenter/00002383_Il__maternage__di_Guido_Chiesa.html Prima nazionale di “Io sono con te” alla presenza del regista Guido Chiesa all’MPX di Padova venerdì 19 novembre alle ore 21.00
La storia di Maria di Nazareth. Il nascere, il crescere, l’educare i figli, il ruolo della donna nella società, il senso della parola amore, in una prospettiva squisitamente femminile. Maria è la donna capace di seguire il proprio istinto, esaltato dalla condizione di madre, in un sano equilibrio con la razionalità. In questo, secondo gli autori, sta la sua modernità. Nel proprio percorso, Maria è sostenuta dalla presenza discreta di Giuseppe, il patriarca “che si fa da parte” o, come vuole l’etimologia del suo nome, “aggiunge”, rinunciando al primato maschile.
Il film è stato di recente presentato in concorso al Festival di Roma
Guido Chiesa, cineasta torinese, già autore di pellicole di successo quali “Il partigiano Johnny” (2000) e “Lavorare con lentezza ” (2004), durante la serata dialogherà col pubblico parlando del film e del percorso che l’ha portato a realizzare questa sua ultima opera cinematografica.
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La programmazione del film IO SONO CON TE proseguirà poi alla sala della comunità REX di Padova Sabato 20: ore 21.15
Domenica 21: ore 18.30 – 21.15
Lunedì 22: ore 21.15 http://www.saledellacomunita.it/sale_della_comunita/dalle_sale/00002386_Prima_nazionale_di_Io_sono_con_te_alla_presenza_del_regista_Guido_Chiesa_.html ——————————————————————————–
Cosa ti dice il cuore?
di Don Gabriele Pedrina
Il film di Guido Chiesa sull’infanzia di Gesù chiede al credente uno sguardo molto libero, per poter parlare alla sua anima. La stessa libertà che Maria si aspetta dal padre del Battista quando, riottoso a trasgredire una regola segnata dal sangue, gli chiede “Ma cosa ti dice il cuore?”. Il disorientamento dello spettatore affezionato al tradizionale racconto sulle vicende di Maria, Giuseppe e del piccolo Gesù, emerge non appena la sceneggiatura si infila nei silenzi del vangelo e ricostruisce vicende plausibili, ma frutto della fantasia. Oppure quando nasconde angeli e stelle e il divino resta celato negli sguardi e nei sorrisi. D’altra parte il film conserva i punti cardine della fede: il concepimento miracoloso di Maria, la sua verginità che si protrae nel matrimonio, la straordinarietà – per quanto sotto traccia – di Gesù, la rettitudine di Giuseppe. Per giunta l’opera è frutto di studi molto accurati sulle ambientazioni e il coinvolgimento di attori non professionisti, gente del posto, conferisce al film quel senso di autenticità che, va detto, il doppiaggio italiano smarrisce.Riconoscendo al film il diritto di perlustrare un territorio sconosciuto, con una metodologia diversa, questa pellicola può offrire spunti molto ricchi, soprattutto all’interno di percorsi formativi. Ne citiamo alcuni.
teologico– L’incarnazione nell’infanzia di Gesù.
Non pochi teologi e filosofi si sono interrogati su cosa sia stato per Gesù rendersi consapevole del proprio essere figlio di Dio. La coscienza della propria identità si costruisce attraverso le relazioni, fin dai primi momenti di vita. Da qui l’intuizione, che sta al centro del film: “Quale speciale rapporto c’è stato tra Maria e Gesù perché egli giungesse ad essere e a comprendersi per quello che era?”. Il tema è sviluppato – in maniera anche troppo accademica – particolarmente nel racconto della visita dei Magi, ma si distende lungo tutto il film, partendo dalla persona stessa di Maria, la donna e madre che sta di fronte a Gesù. Una giovane che parla molto poco con le parole e tanto di più con i gesti ed una interiorità che traspare nella sua femminilità.
morale – La libertà e il superamento della legge.
Maria, attraverso un agire discreto ed efficace, aggredisce vecchi schemi strutturati attorno al potere, all’arroganza, alla violenza, al disconoscimento dei piccoli e, ipocritamente, giustificati con la tradizione e le Scritture. Maria si lascia guidare da qualcosa che per lei è assolutamente naturale: l’amore e la libertà. Gesù cresce in questo clima, lo fa proprio nei suoi comportamenti di adolescente e diventa pungolo nel suo continuo interrogare Maria prima e i sacerdoti poi sui misteri della vita e gli insegnamenti della Scrittura.
sociale – La contestazione della violenza.
Approfittando del fatto che i vangeli non parlano della circoncisione di Gesù, il regista racconta che Maria chiese a Giuseppe di non circonciderlo per risparmiargli una inutile violenza. Ma questo è solo uno dei gesti con cui essa cerca di contenere il dilagare del dolore attorno a sé: dai gesti di accoglienza verso l’indemoniato Hillel, fino allo spreco di olio per addolcire al pettine dei boccoli ribelli. La sua è una lotta senza ansia e senza rabbia, concreta e fattiva, libera rispetto alle leggi del clan, umile eppure risoluta.
famigliare – Le relazioni nella famiglia.
Diversi gli aspetti presenti. La particolarità del rapporto di Maria con Giuseppe, il quale rinuncia ad esercitare relazioni di potere, come era consueto e atteso, riconoscendo la dignità della sua sposa e quel qualcosa di speciale che lo porta a fare un passo indietro e a fidarsi di lei. L’intensissima relazione tra Maria e Gesù, dove la madre straccia da subito ogni distanza allattando, contro le regole, il figlio al seno e proseguendo con una “pedagogia” così autentica e libera da permettergli di comprendere il figlio anche quando sconsideratamente sparisce a Gerusalemme. Infine le relazioni con gli altri parenti con i quali si gioca, mettendo in campo la propria disponibilità, ma non di meno la sua onestà interiore, che non la fa tacere neanche quando converrebbe. Il film “Io sono con te” nasconde uno scrigno di preziose suggestioni che un animo libero saprà opportunamente cogliere. Per questo è da incoraggiarne la visione a chi apprezza i film di qualità e la ricerca interiore che attraverso di essi si può fare. Anche gli operatori pastorali potrebbero trovarvi non una scheda teologica, ma una seria provocazione su temi di cui altri strumenti, poi, aiuteranno a completarne la comprensione. In questo tempo di Avvento le sale potrebbero accordarsi con le parrocchie per offrire questo film come opportunità di formazione in un percorso parallelo, dalle suggestioni più laiche, a quello tradizionale.
http://www.saledellacomunita.it/sale_della_comunita/news___mediacenter/00002384_Cosa_ti_dice_il_cuore.html ——————————————————————————————
AVVERTIMENTO DAL CENTRO ANTI-BLASFEMIA
I cattolici che accettano il film di Guido chiesa, sono apostati, infatti un Gesù incirconciso, non esiste e non potrebbe esistere, Gesù incirconciso non sarebbe ebreo, ma un impuro peccatore fuori dal popolo eletto, e quindi non sarbbe nemmeno profeta, e assolutamente nemmeno Messia e Figlio di Dio, e quindi nemmeno il cristianesimo potrebbe esistere, o si tratterebbe di una religione inventata! Questo film di Guido Chiesa annulla non solo la divinità di Gesù ma anche la sua storicità! Nel film di Guido Chiesa Maria la madre di Gesù è il contrario di come insegnano i Vangeli, e i dogmi mariani!
LA CHIESA CATTOLICA OGGI E’ IN ROVINA VERAMENTE
Ora la chiesa cattolica accettando il film di Guido Chiesa,
rinnega se stessa, infatti nel film di Guido Chiesa, Maria
di Nazareth è una peccatrice che disobbedisce Iddio e le sue leggi, Gesù un impuro incorconciso,
Giuseppe un uomo nullo!
Questo film distrugge il cristianesimo sia evangelico che storico!
Come possono recitare il rosario e pregare Maria, e andare
a Lourdes,i cattolici che approvano questo film?
http://antiblasfemia.altervista.org/
mercoledì 6 maggio 2009
Le gravi sanzioni canoniche contro p. Tomislav Vlašic, “direttore spirituale” dei veggenti
Le gravi sanzioni canoniche contro p. Tomislav Vlašic, “direttore spirituale” dei veggenti
“Severe misure precauzionali e disciplinari” nei confronti di p. Tomislav Vlašic, il francescano cosiddetto “direttore spirituale” dei veggenti di Medjugorje: le ha annunciate con un documento ufficiale del 30 maggio scorso la Congregazione per la Dottrina della Fede al vescovo di Mostar, mons. Ratko Peric, affinché questi informasse la comunità “per il bene dei fedeli”.
I reati contestati al religioso, che è sotto inchiesta dal 25 gennaio scorso, ma che in questi mesi non ha voluto collaborare con gli inquirenti (ed ha continuato nella sua fervente attività di dar vita a comunità e chiese attorno a Medjugorje) sono diffusione di dubbia dottrina, manipolazione delle coscienze, misticismo sospetto, disobbedienza verso ordini emanati legittimamente, atti contra sextum (contro il sesto comandamento, quindi di natura sessuale) aggravati da motivazioni mistiche.
P. Vlašic, che ora è confinato in Italia ospite in un monastero francescano, ha avuto l’obbligo di tagliare ogni contatto con la comunità da lui fondata, “Regina della Pace – Tutti tuoi, tramite Maria a Gesù”, o con i suoi avvocati; non potrà più apparire in pubblico, predicare o confessare, e dovrà pronunciare una solenne professione di fede cattolica, pena la scomunica per eresia e scisma.
Una biografia intrecciata con Medjugorje
Vlašic è una figura di primo piano nel fenomeno delle presunte apparizioni, iniziate nel 1981. Ne ricostruisce la storia il blog di Marco Corvaglia, studioso leccese autore del libro Medjugorje è tutto falso (Anteprima Edizioni, 2007). Sacerdote carismatico - si legge nel blog www.marcocorvaglia.blog.lastampa.it - Vlašic a maggio del 1981 aveva partecipato ad un congresso del Movimento carismatico, chiedendo di pregare per la guarigione della Chiesa in Jugoslavia. Dopo qualche settimana, ecco le prime apparizioni ai sei ragazzi, in seguito alle quali Vlašic si stabilisce come viceparroco a Medjugorje (dal 1981 al 1984), senza informarne il vescovo, e cominciando ad accompagnare i veggenti come loro “direttore spirituale”. Il ruolo del francescano appare incontestabile: persino il mariologo p. René Laurentin, che già dal 1983 frequentava Medjugorje, nella sua ricostruzione degli eventi fatta nel libro Racconto e messaggio delle apparizioni di Medjugorje (Queriniana, 1987) dichiara che p. Tomislav, dopo essersi messo in contatto con i veggenti, “ne diventa il ‘direttore spirituale’ e sarà questo il titolo che manterrà nella parrocchia”. Più avanti, ne Il segreto di Maria e l’avvenire (Edizioni Segno, 1996) conferma, in un capitolo intitolato “Le prime guide di Medjugorje” (p. 37), che Tomislav Vlašic “segnò la grande epoca di Medjugorje”. D’altronde lo stesso Vlašic, in una lettera a Giovanni Paolo II del 1984, si definì come “colui che, attraverso la divina provvidenza, guida i veggenti di Medjugorje”.
Nulla di nuovo sotto il sole
Le pesanti accuse mosse dalla Congregazione per la Dottrina della Fede al francescano esprimono, nella sostanza, quanto già affermato nel corso degli anni dalla gerarchia locale, che aveva fin da subito diffidato del personaggio: il 30 ottobre 1984, l’allora vescovo di Mostar, mons. Pavao Žanic, emanò un documento intitolato “La posizione attuale, non ufficiale, della Curia Vescovile di Mostar nei confronti degli eventi di Medjugorje”, in cui il francescano veniva definito “mistificatore e mago carismatico”. Per Zanic, d’altronde, da sempre contrario al business di Medjugorje, i giovani veggenti erano impostori o persone plagiate, e le apparizioni null’altro che allucinazioni, un falso. Secondo lui erano stati i francescani, che avevano eretto il santuario, ad istruire i ragazzi perché, aveva spiegato, si trovavano in una situazione di conflitto con il vescovo per una annosa questione di distribuzione delle parrocchie.
Nel 1997, il nuovo vescovo mons. Peric privò Vlašic della facoltà di confessare nel territorio delle diocesi di Mostar-Dubno e di Trebinje-Mrkan.
Nel 1984, infatti, era venuta alla luce la vicenda, risalente al 1976, di una suora croata, Manda Kozul, o suor Rufina, che viveva a Zagabria, in una comunità religiosa “mista” in cui all’epoca viveva anche Vlašic. La suora era incinta e si era trasferita in Germania per evitare lo scandalo, divenendo la governante di un anziano signore. Nel 1984, il vescovo di Mostar ricevette una lettera della donna, che indicava in Vlašic il padre del bambino. Mons. Zanic si recò personalmente dalla donna, che negò di aver scritto la lettera, ma il datore di lavoro presentò prove inoppugnabili. L’anziano signore, infatti, inoltrò il carteggio rinvenuto nella sua casa tra la donna e Vlašic al card. Ratzinger, che conosceva di persona, il quale a sua volta lo inoltrò a mons. Zanic. Quest’ultimo convocò Vlašic il 12 dicembre 1985, in presenza del provinciale francescano. Il prete si difese così: “La Vergine e la verità basteranno a difendermi”. Qualche stralcio del carteggio, riporta Corvaglia, apparve nel volume Medjugorje: the untold story, del giornalista E. Michael Jones, direttore del periodico cattolico statunitense Fidelity: “Riguardo al padre del bambino - scriveva Vlašic alla suora-madre - nessuno ti può costringere a dire il suo nome. Io penso sia meglio dire che tu hai incontrato qualcuno di passaggio che ti ha dato un falso nome e ha detto di volerti sposare. Poi se n’è andato e non si è più fatto sentire e tu eri incinta”. “Se tu lo dici anche ad una sola persona, anche se fosse tua madre o tua sorella - scriveva nei giorni in cui il bambino stava per nascere - l’hai detto a tutto il mondo. E non ne ricevi nessun guadagno, solo problemi. Ma otterrai la benedizione di Dio se mantieni il segreto, perché salvi molte sorelle e fratelli ed il mondo in questi tempi difficili. Sarai davvero come Maria, che accettò il suo personale destino e andò con il suo bambino ovunque dovette, assistita dalla Provvidenza, e il bambino, nonostante le tribolazioni che lei patì, divenne l’origine della massima gloria”. E lei, più realista, gli rispondeva: “Non è facile per me sopportare tutto ciò. Mi dici di essere come Maria, ma devo dirti che lei aveva Giuseppe con sé in una terra straniera”. Fu dopo l’emergere di questa vicenda che Vlašic “fuggì” in Italia, dove si dedicò alla fondazione della comunità “Regina della Pace”.
Altra vicenda inquietante è quella che ha per protagonista una stretta collaboratrice di Vlašic in Italia, Stefania Caterina, una sorta di suora laica insieme alla quale il religioso ha tenuto, alla fine degli anni ’90, esercizi spirituali nelle comunità da lui guidate. Si parla di inquietanti esercizi spirituali destinati alla “guarigione delle radici dell’uomo e dell’umanità”, sedute spiritiche in cui venivano evocati “arcidiavoli” ed arcangeli, conversazioni con lo Spirito Santo, Gesù e così via, il tutto impacchettato in una sorta di ideologia New Age (sr. Stefania Caterina ha anche scritto un libro, Oltre la grande barriera (Luci dell’Esodo, 2008), in cui si parla di flotte interplanetarie e ufo). Nel febbraio 2007 il vescovo di Chieti-Vasto, mons. Bruno Forte, ha allontanato dalla “filiale” abruzzese della comunità “Regina della Pace”, con un provvedimento disciplinare, padre Vlašic e Stefania Caterina, rigettandone le “rivelazioni”.
“Sponsorizzato” dalla Madonna
Che p. Vlašic abbia cercato in ogni modo di farsi “legittimare” da un’autorità soprannaturale come direttore spirituale dei veggenti, esercitando dunque un pesante condizionamento sui veggenti, emerge anche dai diversi messaggi in cui la Madonna avrebbe fatto fin da subito riferimento a lui.
Risalirebbe al 6 ottobre 1981, ad esempio, secondo i sei veggenti, l’investitura ufficiale del religioso: “Padre Tomislav deve cominciare con il gruppo di preghiera. È necessario. Padre Tomislav deve pregare con fervore” (R. Laurentin, Corpus Chronologique des Messages, Oeil, 1988, pag. 157). “Ringraziate tanto padre Tomislav – avrebbe poi detto il 28 febbraio 1982, secondo quanto si legge sul diario della veggente Vicka Ivankovic – perché vi guida così bene”.
In ogni caso, le dimostrazioni di favore da parte della Madonna nei messaggi delle apparizioni non si contano.
Però poi il meccanismo si inceppa. Nel 1988 Vlašic scrisse una lettera aperta - che poi diventò un opuscolo intitolato Una chiamata nell’anno mariano, pubblicato in diverse lingue - in cui annunciava la fondazione della nuova comunità da lui guidata (“Regina della Pace – Tutti tuoi, tramite Maria a Gesù”, con sede a Parma; chiusa poi dal vescovo di Parma mons. Benito Cocchi, venne riaperta nella forma di associazione privata di fedeli con quattro sedi in Italia). Tale comunità, a suo dire, era voluta espressamente dalla Madonna. Una delle veggenti, infatti, Marija Pavlovic, il 21 aprile 1987 dichiarò – e scrisse nel medesimo opuscolo – che la Madonna, in una delle apparizioni, l’anno precedente, su domanda esplicita aveva confermato che si trattava di un suo progetto: “Questo è un piano di Dio”, avrebbe detto a Marija la Madonna. Poi accadde qualcosa di imprevisto: tre mesi dopo, nel luglio dello stesso anno, il 1987, in seguito, forse, ad una insidiosa intervista a Vlašic in cui gli veniva attribuita una scabrosa vicenda, Marija ritratta tutto in un comunicato in italiano e in croato, integralmente riportato dalla Curia di Mostar. “Dichiaro – vi scrisse tra le altre cose – di non aver mai chiesto alla Madonna nessuna conferma per questa Opera”; “di non aver mai dalla Madonna ricevuto né dato a p. Tomislav né a qualsiasi altra persona, una tale conferma e approvazione da parte della Madonna”; “la mia prima testimonianza - aggiungeva, riferendosi a quanto da lei affermato nell’opuscolo - non corrisponde a verità. Personalmente non avevo alcun desiderio di rilasciare alcuna dichiarazione scritta. p. Tomislav V. mi ha consigliato, insistendo parecchie volte, di scrivere, in qualità di veggente, una testimonianza aspettata dal mondo”.
(ludovica eugenio - www.adista.it)
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http://www.donvitaliano.it/?p=668
“Severe misure precauzionali e disciplinari” nei confronti di p. Tomislav Vlašic, il francescano cosiddetto “direttore spirituale” dei veggenti di Medjugorje: le ha annunciate con un documento ufficiale del 30 maggio scorso la Congregazione per la Dottrina della Fede al vescovo di Mostar, mons. Ratko Peric, affinché questi informasse la comunità “per il bene dei fedeli”.
I reati contestati al religioso, che è sotto inchiesta dal 25 gennaio scorso, ma che in questi mesi non ha voluto collaborare con gli inquirenti (ed ha continuato nella sua fervente attività di dar vita a comunità e chiese attorno a Medjugorje) sono diffusione di dubbia dottrina, manipolazione delle coscienze, misticismo sospetto, disobbedienza verso ordini emanati legittimamente, atti contra sextum (contro il sesto comandamento, quindi di natura sessuale) aggravati da motivazioni mistiche.
P. Vlašic, che ora è confinato in Italia ospite in un monastero francescano, ha avuto l’obbligo di tagliare ogni contatto con la comunità da lui fondata, “Regina della Pace – Tutti tuoi, tramite Maria a Gesù”, o con i suoi avvocati; non potrà più apparire in pubblico, predicare o confessare, e dovrà pronunciare una solenne professione di fede cattolica, pena la scomunica per eresia e scisma.
Una biografia intrecciata con Medjugorje
Vlašic è una figura di primo piano nel fenomeno delle presunte apparizioni, iniziate nel 1981. Ne ricostruisce la storia il blog di Marco Corvaglia, studioso leccese autore del libro Medjugorje è tutto falso (Anteprima Edizioni, 2007). Sacerdote carismatico - si legge nel blog www.marcocorvaglia.blog.lastampa.it - Vlašic a maggio del 1981 aveva partecipato ad un congresso del Movimento carismatico, chiedendo di pregare per la guarigione della Chiesa in Jugoslavia. Dopo qualche settimana, ecco le prime apparizioni ai sei ragazzi, in seguito alle quali Vlašic si stabilisce come viceparroco a Medjugorje (dal 1981 al 1984), senza informarne il vescovo, e cominciando ad accompagnare i veggenti come loro “direttore spirituale”. Il ruolo del francescano appare incontestabile: persino il mariologo p. René Laurentin, che già dal 1983 frequentava Medjugorje, nella sua ricostruzione degli eventi fatta nel libro Racconto e messaggio delle apparizioni di Medjugorje (Queriniana, 1987) dichiara che p. Tomislav, dopo essersi messo in contatto con i veggenti, “ne diventa il ‘direttore spirituale’ e sarà questo il titolo che manterrà nella parrocchia”. Più avanti, ne Il segreto di Maria e l’avvenire (Edizioni Segno, 1996) conferma, in un capitolo intitolato “Le prime guide di Medjugorje” (p. 37), che Tomislav Vlašic “segnò la grande epoca di Medjugorje”. D’altronde lo stesso Vlašic, in una lettera a Giovanni Paolo II del 1984, si definì come “colui che, attraverso la divina provvidenza, guida i veggenti di Medjugorje”.
Nulla di nuovo sotto il sole
Le pesanti accuse mosse dalla Congregazione per la Dottrina della Fede al francescano esprimono, nella sostanza, quanto già affermato nel corso degli anni dalla gerarchia locale, che aveva fin da subito diffidato del personaggio: il 30 ottobre 1984, l’allora vescovo di Mostar, mons. Pavao Žanic, emanò un documento intitolato “La posizione attuale, non ufficiale, della Curia Vescovile di Mostar nei confronti degli eventi di Medjugorje”, in cui il francescano veniva definito “mistificatore e mago carismatico”. Per Zanic, d’altronde, da sempre contrario al business di Medjugorje, i giovani veggenti erano impostori o persone plagiate, e le apparizioni null’altro che allucinazioni, un falso. Secondo lui erano stati i francescani, che avevano eretto il santuario, ad istruire i ragazzi perché, aveva spiegato, si trovavano in una situazione di conflitto con il vescovo per una annosa questione di distribuzione delle parrocchie.
Nel 1997, il nuovo vescovo mons. Peric privò Vlašic della facoltà di confessare nel territorio delle diocesi di Mostar-Dubno e di Trebinje-Mrkan.
Nel 1984, infatti, era venuta alla luce la vicenda, risalente al 1976, di una suora croata, Manda Kozul, o suor Rufina, che viveva a Zagabria, in una comunità religiosa “mista” in cui all’epoca viveva anche Vlašic. La suora era incinta e si era trasferita in Germania per evitare lo scandalo, divenendo la governante di un anziano signore. Nel 1984, il vescovo di Mostar ricevette una lettera della donna, che indicava in Vlašic il padre del bambino. Mons. Zanic si recò personalmente dalla donna, che negò di aver scritto la lettera, ma il datore di lavoro presentò prove inoppugnabili. L’anziano signore, infatti, inoltrò il carteggio rinvenuto nella sua casa tra la donna e Vlašic al card. Ratzinger, che conosceva di persona, il quale a sua volta lo inoltrò a mons. Zanic. Quest’ultimo convocò Vlašic il 12 dicembre 1985, in presenza del provinciale francescano. Il prete si difese così: “La Vergine e la verità basteranno a difendermi”. Qualche stralcio del carteggio, riporta Corvaglia, apparve nel volume Medjugorje: the untold story, del giornalista E. Michael Jones, direttore del periodico cattolico statunitense Fidelity: “Riguardo al padre del bambino - scriveva Vlašic alla suora-madre - nessuno ti può costringere a dire il suo nome. Io penso sia meglio dire che tu hai incontrato qualcuno di passaggio che ti ha dato un falso nome e ha detto di volerti sposare. Poi se n’è andato e non si è più fatto sentire e tu eri incinta”. “Se tu lo dici anche ad una sola persona, anche se fosse tua madre o tua sorella - scriveva nei giorni in cui il bambino stava per nascere - l’hai detto a tutto il mondo. E non ne ricevi nessun guadagno, solo problemi. Ma otterrai la benedizione di Dio se mantieni il segreto, perché salvi molte sorelle e fratelli ed il mondo in questi tempi difficili. Sarai davvero come Maria, che accettò il suo personale destino e andò con il suo bambino ovunque dovette, assistita dalla Provvidenza, e il bambino, nonostante le tribolazioni che lei patì, divenne l’origine della massima gloria”. E lei, più realista, gli rispondeva: “Non è facile per me sopportare tutto ciò. Mi dici di essere come Maria, ma devo dirti che lei aveva Giuseppe con sé in una terra straniera”. Fu dopo l’emergere di questa vicenda che Vlašic “fuggì” in Italia, dove si dedicò alla fondazione della comunità “Regina della Pace”.
Altra vicenda inquietante è quella che ha per protagonista una stretta collaboratrice di Vlašic in Italia, Stefania Caterina, una sorta di suora laica insieme alla quale il religioso ha tenuto, alla fine degli anni ’90, esercizi spirituali nelle comunità da lui guidate. Si parla di inquietanti esercizi spirituali destinati alla “guarigione delle radici dell’uomo e dell’umanità”, sedute spiritiche in cui venivano evocati “arcidiavoli” ed arcangeli, conversazioni con lo Spirito Santo, Gesù e così via, il tutto impacchettato in una sorta di ideologia New Age (sr. Stefania Caterina ha anche scritto un libro, Oltre la grande barriera (Luci dell’Esodo, 2008), in cui si parla di flotte interplanetarie e ufo). Nel febbraio 2007 il vescovo di Chieti-Vasto, mons. Bruno Forte, ha allontanato dalla “filiale” abruzzese della comunità “Regina della Pace”, con un provvedimento disciplinare, padre Vlašic e Stefania Caterina, rigettandone le “rivelazioni”.
“Sponsorizzato” dalla Madonna
Che p. Vlašic abbia cercato in ogni modo di farsi “legittimare” da un’autorità soprannaturale come direttore spirituale dei veggenti, esercitando dunque un pesante condizionamento sui veggenti, emerge anche dai diversi messaggi in cui la Madonna avrebbe fatto fin da subito riferimento a lui.
Risalirebbe al 6 ottobre 1981, ad esempio, secondo i sei veggenti, l’investitura ufficiale del religioso: “Padre Tomislav deve cominciare con il gruppo di preghiera. È necessario. Padre Tomislav deve pregare con fervore” (R. Laurentin, Corpus Chronologique des Messages, Oeil, 1988, pag. 157). “Ringraziate tanto padre Tomislav – avrebbe poi detto il 28 febbraio 1982, secondo quanto si legge sul diario della veggente Vicka Ivankovic – perché vi guida così bene”.
In ogni caso, le dimostrazioni di favore da parte della Madonna nei messaggi delle apparizioni non si contano.
Però poi il meccanismo si inceppa. Nel 1988 Vlašic scrisse una lettera aperta - che poi diventò un opuscolo intitolato Una chiamata nell’anno mariano, pubblicato in diverse lingue - in cui annunciava la fondazione della nuova comunità da lui guidata (“Regina della Pace – Tutti tuoi, tramite Maria a Gesù”, con sede a Parma; chiusa poi dal vescovo di Parma mons. Benito Cocchi, venne riaperta nella forma di associazione privata di fedeli con quattro sedi in Italia). Tale comunità, a suo dire, era voluta espressamente dalla Madonna. Una delle veggenti, infatti, Marija Pavlovic, il 21 aprile 1987 dichiarò – e scrisse nel medesimo opuscolo – che la Madonna, in una delle apparizioni, l’anno precedente, su domanda esplicita aveva confermato che si trattava di un suo progetto: “Questo è un piano di Dio”, avrebbe detto a Marija la Madonna. Poi accadde qualcosa di imprevisto: tre mesi dopo, nel luglio dello stesso anno, il 1987, in seguito, forse, ad una insidiosa intervista a Vlašic in cui gli veniva attribuita una scabrosa vicenda, Marija ritratta tutto in un comunicato in italiano e in croato, integralmente riportato dalla Curia di Mostar. “Dichiaro – vi scrisse tra le altre cose – di non aver mai chiesto alla Madonna nessuna conferma per questa Opera”; “di non aver mai dalla Madonna ricevuto né dato a p. Tomislav né a qualsiasi altra persona, una tale conferma e approvazione da parte della Madonna”; “la mia prima testimonianza - aggiungeva, riferendosi a quanto da lei affermato nell’opuscolo - non corrisponde a verità. Personalmente non avevo alcun desiderio di rilasciare alcuna dichiarazione scritta. p. Tomislav V. mi ha consigliato, insistendo parecchie volte, di scrivere, in qualità di veggente, una testimonianza aspettata dal mondo”.
(ludovica eugenio - www.adista.it)
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