VERITA' E FALSITA' NELLE APPARIZIONI MARIANE E ARTICOLI SULLA BEATA VERGINE MARIA.

martedì 23 aprile 2019

AVVENTO 33: LE PREGHIERE DEL SANTO NATALE

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NATALE, GIORNO DI GLORIA

Natale, giorno di gloria e di pace.
Nella notte delle tenebre, aspettiamo la luce che illumini la terra. Nella notte delle tenebre, aspettiamo l'amore che riscaldi il mondo. Nella notte delle tenebre, aspettiamo un Padre che ci salvi dal male.

GLORIA A TEA O PADRE

Gloria a te, o Padre, che manifesti la tua grandezza in un piccolo Bambino e inviti gli umili e i poveri a vedere e udire le cose meravigliose che tu compi nel silenzio della notte, lontano dal tumulto dei superbi e dalle loro opere. Gloria a te, o Padre, che per nutrire di vera manna gli affamati poni il Figlio tuo, l'Unigenito, come fieno in una mangiatoia e lo doni quale cibo di vita eterna: Sacramento di salvezza e di pace. Amen.

TI VOGLIO ADORARE, GESU' MIO SALVATORE

Gesù, dolce Bambino, tu sei ricco di amore e santità. Tu vedi le mie necessità. Tu sei fiamma di carità: purifica il mio cuore da tutto ciò che non è conforme al tuo cuore santissimo. Tu sei la santità increata: ricolmami di grazie fecondatrici di progresso vero nello spirito. Vieni Gesù, ho tante cose da dirti, tante pene da confidarti, tanti desideri, tante promesse, tante speranze. Ti voglio adorare, ti voglio baciare in fronte, o piccolo Gesù, mio Salvatore. Voglio darmi a te per sempre. Vieni, o Gesù, non tardare oltre. Accetta il mio invito. Vieni!

IL CELESTE BAMBINO

O sapienza, o potenza di Dio, ci sentiamo di dover esclamare estasiati col tuo apostolo, quanto sono incom-prensibili i tuoi giudizi e investigabili le tue vie! Po 'ertà, umiltà, abiezione, disprezzo, circondano il Verbo fatto carne; ma noi, dall'oscurità in cui questo Verbo fatto car-ne è avvolto, comprendiamo una cosa, udiamo una voce, intravediamo una sublime verità: tutto questo l'hai fatto per amore, e non c'inviti che all'amore, non ci dai che prove di amore. Il celeste Bambino soffre e vagisce nel presepe per rendere a noi amabile, meritoria e ricercata la sofferenza: egli manca di tutto, perché noi apprendiamo da lui la rinunzia dei beni e degli agi terreni; egli si compiace di umili e poveri adoratori per invogliarci ad amare la povertà e preferire la com-pagnia dei piccoli e dei semplici a quella dei grandi del mondo. Questo celeste Bambino tutto mansuetudine e dolcezza vuole infondere nei nostri cuori col suo esem-pio queste sublimi virtù, affinché nel mondo dilaniato e sconvolto sorga un'era di pace e di amore. Egli fin dalla nascita addita la nostra missione, che è quella di disprezzare ciò che il mondo ama e cerca. Oh!, prostria-moci innanzi al presepe e col grande san Girolamo, il santo infiammato di amore a Gesù Bambino, offriamogli tutto il nostro cuore senza riserva, e promettiamogli di seguire gli insegnamenti che giungono a noi dalla grotta di Betlemme, che ci predicano essere tutto quaggiù vanità delle vanità non altro che vanità. (Padre Pio)

ADORAZIONE DEL DIO INCARNATO

O Gesù, con i tuoi santi magi t'adoriamo, con essi ti offriamo i tre doni della nostra fede riconoscendoti e ado-randoti quale nostro Dio umiliato per nostro amore, quale uomo rivestito di fragile carne per patire e morire per noi. E nei tuoi meriti sperando, siamo sicuri di consegui-re l'eterna gloria. Con la nostra carità ti riconosciamo sovrano di amore nei nostri cuori, pregandoti che, nella tua infittita bontà, ti degni gradire ciò che tu stesso ci hai donato. Degnati di trasformare i nostri cuori come trasfor-masti quelli dei santi magi e fa' ancora che i nostri cuori, non potendo contenere gli ardori della tua carità ti mani-festino alle anime dei Rostri fratelli per conquistartele. Il tuo regno non è lontano e tu facci partecipare al tuo trion-fo sulla terra, per poi partecipare al tuo regno nel cielo. Fa' che non potendo contenere le comunicazioni della tua divina carità, predichiamo con l'esempio e con le opere la tua divina regalità. Prendi possesso dei nostri cuori nel tempo per possederli nell'eternità. Che mai ci togliamo da sotto il tuo scettro: né la vita né la morte valgano a separarci da te. La vita sia vita attinta da te a larghi sorsi d'amore per spandersi sull'umanità e ci faccia morire a ogni istante per vivere solo di te, per spandere solo te nei nostri cuori. (Padre Pio)

DA RICCO CHE ERI, SIGNORE GESU'

Signore Gesù, da grande e ricco che eri, ti sei fatto picco-lo e povero. Tu hai scelto di nascere fuori di casa in una stalla, di essere fasciato in poveri panni, di essere deposto - in una mangiatoia tra un bue e un asinello. Abbraccia,,$ anima mia, quel divino presepio, premi le labbra sui piedini di Gesù. Baciali tutti e due. Medita le veglie dei '' pastori, contempla il coro degli Angeli e canta insieme a loro con la bocca e con il cuore: «Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di nuona volontà». (Bonaventura) 
TU SCENDI DALLE STELLE
Tu scendi dalle stelle, o Re del Cielo, e vieni in una grotta al freddo al gelo. O bambino mio divino, io ti vedo qui tremar, o Dio beato, e quanto ti costò l'avermi amato!
A Te, che sei del mondo il creatore, mancano panni e fuo-co, o mio Signore. Caro eletto pargoletto, quanto questa povertà più m'innamora, giacché ti fece amor povero ancora. Tu che godi il gioir nel divin seno, come vieni à penar su questo fieno? Dolce amore del mio core, dove amor ti trasportò? O Gesù mio, per chi tanto patir? Per amor mio. Ma se fu tuo volere il tuo patire, perché vuoi pianger poi, perché vagire? Sposo mio, amato Dio, mio Gesù, t'intendo sì: ah mio Signore, tu piangi non per duol ma per amore. Tu piangi per vederti da me ingrato dopo sì grande amor sì poco amato. O diletto del mio petto, se già un tempo fu così, or te sol bramo. Caro, non pianger più, ch'io t'amo, io t'amo. Tu dormi, o Ninno mio, ma intanto il core, non dorme no ma veglia a tutte l'ore. Deh mio bello e puro Agnello, a che pensi dimmi tu? O amore immenso, a morire per te, rispondi, io penso. Dunque a morir per me tu pensi, o Dio, e ch'altro amar fuori di te poss'io? O Maria, speranza mia, s'io poc'amo il tuo Gesù, non ti sdegnare,, amalo tu per me, s'io nol so amare. (Alfonso Maria de Liguori)
PREGHIERA NEL GIORNO DELLA SOLENNITÀ
Mio Gesù, Figlio del Creatore del Cielo e della terra, tu in una gelida grotta hai una mangiatoia come culla, un pò di paglia come letto e poveri panni per coprirti. Gli Angeli ti circondano e ti lodano, ma non sminuiscono la tua povertá.
Caro Gesù, Redentore nostro, più sei povero, più ti amiamo poichè hai abbracciato tanta miseria per meglio attirarci al tuo amore. Se fossi nato on un palazzo, se avessi avuto una culla d’oro, se fossi stato servito dai più grandi principi della terra, ispireresti agli uomini maggiore rispetto, ma meno amore; invece questa grotta dove giaci, questi rozzi panni che ti coprono, la paglia su cui riposi, la mangiatoia che ti serve da culla: oh! Tutto ciò attira i nostri cuori ad amarti!
Ti dirò con San Bernardo:” Più Tu diventi povero per me, più sei caro all’anima mia !”.
Poichè se ti sei ridotto così, lo hai fatto per arricchirci dei tuoi beni, cioè della tua grazia e della tua gloria.
O Gesù, la tua povertà ha indotto tanti Santi ad abbandonare tutto: ricchezze, onori, corone, per vivere poveri con te povero.
O mio Salvatore, stacca anche me dai beni terreni, affinchè divenga degno del tuo santo amore e di possedere Te, bene infinito.
Ti dirò dunque con Sant’ Ignazio di Loyola:” Dammi il tuo amore e sarò ricco abbastanza; non cerco altro, Tu solo mi basti, o mio Gesù, mia Vita, mio Tutto!
Madre cara, Maria, ottienimi la grazia di amare Gesù e di essere sempre da Lui amato”. Così sia!
FONTE: Sant’Alfonso M. de Liguori

http://www.preghiereagesuemaria.it/preghiere/preghiere%20per%20il%20natale.htm

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